venerdì 25 marzo 2011

Shanghai Express - Josef von Sternberg (1932)

(Id.)

Visto in DVD.
Su un treno che da Pechino va a Shangai si danno appuntamento vari personaggi facenti parte dell’elite colonizzatrice della Cina, una galleria di personaggi medio borghesi piuttosto ipocriti e generalmente tutti apparenza e niente sostanza (come il generale francese che in realtà non è più nell’esercito, ma indossa ancora la divisa per non far sapere alla sorella dello smacco). Su questo treno però c’è pure la Dietrich, che incontrerà l’unico suo vero amore, peccato che gli anni siano passati e che lei nel frattempo si sia riciclata come entreneuse di classe (a tutti nota come Shangai Lili); ma l’amore non è scomparso, è solo vittima del distacco e dell’orgoglio. Quando il treno sarà assaltato dai ribelli cinesi, il capo dei guerriglieri sceglierà come ostaggio chiave proprio l’amato della Dietrich; e vuoi che Marlene, che a parole lo disprezza e basta, non sia disposta a tutto pur di liberarlo.

Drammone sentimentale come neanche “Marocco”, dal ritmo rilassato, ma non noioso, che passa via abbastanza innocuo e senza scossoni. La più importante innovazione di questo film è la trasformazione della Dietrich da donna carnale e sensuale com’era in precedenza (si veda soprattutto “L’angelo azzurro”) in algida rappresentazione della femminilità assoluta, tanto perfetta quanto irraggiungibile. Non a caso infatti in questo film alla protagonista non sono concessi numeri musicali o vestiti scosciati, ormai non è più una donna sexy, ora è la donna per definizione; come a dire, da star la Dietrich è diventata leggenda.

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