giovedì 2 agosto 2012

C'era una volta in Anatolia - Nuri Bilge Ceylan (2012)

(Bir zamanlar Anadolu'da)

Visto al Cinema.


Alcuni poliziotti, un procuratore, un medico e alcuni militari si muovono per la sperduta provincia dell’Anatolia in base alle confuse indicazioni di un uomo reo confesso per omicidio, cercano il cadavere. La ricerca si protrae molto a lungo e solo la mattina successiva verrà ritrovato il corpo, verrà portato in ospedale e ne verrà effettuata l’autopsia.

Un film particolarmente metafisico per Ceylan che si applica però con la stessa cura maniacale nella confezione, delineando alcune delle scene più belle (soprattutto per la fotografia) nella lunga sequenza notturna, riuscendo letteralmente a parlare con l’accostamento di fonti di luce e buio, con i colori saturi e con la composizione delle immagini. A livello puramente estetico la seconda parte, quella sotto la luce del sole perde moltissimo, la fotografia degrada e l’impatto e notevolmente diminuito.

Detto ciò Ceylan mai come in questo caso crea un film in cui la trama risulta sostanzialmente inutile e la storia si compone delle microstorie dei numerosi protagonisti che hanno tutti il loro momento di gloria (nella parte in notturna non si riesce proprio a distinguere un protagonista unico). Ma la cosa ancora più affascinante è che i personaggi non sono nulla di speciale, uomini banali persi nei loro problemi personali di piccolo (o grande) conto, con caratteri delineati, ma assolutamente non comprensibili; il loro passato non conta, Ceylan fotografa un momento specifico, le relazioni che si creano ed i loro pensieri relativi a queste relazioni. Ma la cosa decisamente più efficace è che riesce  in tutto questo pur usando silenzi più eloquenti delle parole (inutile dire che la scena della figlia che porta il te parla per tutto il film) e nonostante ciò riesce ad essere godibilissimo, a tratti addirittura divertente…
…almeno per la prima parte, quella di notte, che risulta sostanzialmente impeccabile… la seconda purtroppo perde moltissimo. Si delinea un protagonista che orienta le opinioni di chi guarda, come si è detto l’estetica crolla, la trama si fa più pesante e complessivamente la sequenza in diurna risulta decisamente troppo lenta e troppo lunga… e quest’ultima caratteristica in un film di 2 ore e mezza ha un peso notevole.

Complessivamente riesce comunque a farsi ricordare come un’esperienza, quantomeno, interessante.

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