venerdì 27 settembre 2013

Rocky - John G. Avildsen (1976)

(Id.)

Visto in DVD.

Rocky è uno sfigato, un emarginato che vive nei sobborghi; conosce tutti, ma ha un solo amico (che è un emarginato e un perdente anche lui e c’ha pure dei problemi nel controllare la rabbia); si innamora di una più sfigata di lui, abbastanza brutta, che cede solo perchè lui la tampina senza posa; vive in un buco senza speranza di miglior manto; lavora per un gangster di piccola taglia, pure lui uno sfigato; racconta bruttissime barzellette (?) che lo rendono ancora più patetico; unica valvola di sfogo è la boxe, sport dove dopo dieci anni è rimasto al palo…

La storia è un po tutta qui, ma più che una trama il film mostra un personaggio e (come spesso nei film di Avildsen) lo sport è solo un McGuffin per parlare del protagonista. Ceto siamo davanti al classico film di riscatto all’americana, niente di più banale, a cui si aggiunge una storia d’amore, un poco di questione sociale dei sobborghi e un minimo di riscatto di tutta una società grazie al singolo… però prima di tutto questo rimane un film su un personaggio; e questo personaggio ha il volto di Stallone (la cui inespressività imbronciata delinea perfettamente il suo protagonista e non sarà mai più così espressiva). Ecco forse il vero valore aggiunto è questo, Stallone è un attorucolo senza soldi che è riuscito ad inserirsi in parti secondarie in alcuni film (tra cui un softcore) senza mai riuscire a sfondare ed ora, per la prima volta, gli viene consegnata una parte da protagonista, la sua grande possibilità… il personaggio e l’attore che lo interpreta sono esattamente la stessa cosa.

Se Stallone è un punto in più, il film però non è scevro di difetti. La regia di Avildsen è troppo spesso ininfluente, ha diverse ingenuità, tutta la prima metà è piuttosto lesta, eppure…. Eppure questa ennesima riproposizione del sogno americano alla Frank Capra, sentimentale ed emotiva regge bene per tutto il tempo; descrive perfettamente un protagonista che è uno specchio per una società, te lo fa amare per quello che è (un vero perdente che non fa nulla per venirne fuori) e quando il film arriva alle scene finali non ci si può non commuovere.

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